Estratto
dal romanzo “L’e un periodo che stei miga tant ben” EDIZIONE STUDI STORICI
DI BORMIO E DELL'ALTA VALTELLINA.
Ci sentivamo
pronti per la sfida, i tre mesi passati a Shangai ad allenarci ci avevano
dato fiducia, torniamo a Bormio e spacchiamo tutto. Sapevamo
che non sarebbe stato facile, la tensione rischiava di prendere il sopravvento,
ma allo stesso tempo eravamo consci che la fiducia di tutta la squadra
ci circondava: era come se attorno a noi ci fosse un’ impalpabile aura.
Prendemmo la racchetta e, stringendola al petto, sentimmo che emanava
un calore particolare, lo stesso che normalmente ti avvolge nelle prime
giornate di primavera: non poteva tradirci. Era ora di scendere in campo,
le esitazioni non potevano piu trovare posto, dovevano ormai lasciare
spazio alla determinazione. Il primo scambio lo ricordiamo come fosse
ora, la pallina che sembrava non voler mai cadere, le urla dei tifosi
incessanti ma che nelle nostre menti sfumavano in lontananza, il tavolo
che ci appariva sempre piu piccolo: non dimenticheremo mai quel momento;
quelle sensazioni che un uomo non potra mai cancellare e che ci accompagneranno
per sempre. Il primo set era ormai trascorso: eravamo riusciti ad aggiudicarcelo,
il nostro gioco aveva avuto la meglio dell’avversario ed era il primo
passo verso quell’immaginario percorso che giungeva fino al podio. Ci
trovammo subito proiettati nel secondo: le cose si stavano mettendo
male per noi, rischiavamo di soccombere sotto le loro schiacciate incessanti;
e cosi e stato. Rimaneva a quel punto solo la bella da disputare, un
terno al lotto sul quale non e mai prudente scommettere. Il resto fa
ormai parte della storia…..
E’ troppo doloroso ricordare come e finita, e una ferita ancora aperta
che solo il tempo potra curare; l’amaro in bocca (Braulio n.d.r.) di
quella sera riusciamo ancora a sentirlo chiaramente, popola le nostre
notti insonni quando, sudati e con le coperte a terra, ci svegliamo
di colpo vedendo ancora i nostri sogni di gloria infrangersi sul nastro
della rete. E pensare che quella sera an se sentia na forza in di man...